Scrittori … km zero

Come si evolve il progetto…
SCRITTORI A KM ZEROAuthkm0_Vetrina

L’Associazione Xapurì è nata da alcuni gruppi del territorio di Lentate, Seveso, Barlassina e Lazzate che hanno operato nel campo del volontariato internazionale.
Dopo aver condiviso alcune esperienze in comune, è cresciuta la consapevolezza di dover compiere alcuni “passi in avanti” nel cammino, affascinante ma anche pieno di difficoltà, che li ha visti coinvolti nella diffusione di una cultura dell’accoglienza, della non violenza e del rispetto dei diritti di ogni uomo.
Ciò che vogliamo trasmettere è il messaggio che è davvero possibile un mondo migliore rispetto a quello in cui ci troviamo a vivere: proprio partendo dalle piccole scelte quotidiane, dalle cose semplici di tutti i giorni. Vorremmo essere un punto di riferimento per coloro che desiderano avvicinarsi ai temi della solidarietà, della multietnicità e della nonviolenza, della sostenibilità, della legalità, del consumo critico e del Commercio Equo e Solidale. Cerchiamo di realizzarlo con proponendo iniziative e con la nostra Bottega di Lentate s/Seveso.
Da più di dieci anni la Bottega di Xapurì ha aperto un angolo libreria. In questi anni ha promosso titoli selezionati di letteratura e saggistica, libri per bambini, per ragazzi. In particolare riteniamo importante diffondere libri che trattano i temi a noi più vicini e cercare di proporre una buona qualità ai lettori.
Nel corso del tempo, ci siamo resi conto che il principale cambiamento è dentro di noi e passa soprattutto dalla consapevolezza, dall’informazione libera e dal sapere ascoltare tutto ciò che ci circonda con spirito critico. In questa visione, riteniamo che i libri siano uno strumento importante per crescere, per produrre cultura e per diffonderla, oltre che un bellissimo passatempo.
L’aspirazione principale e finale dovrebbe essere quella di costruire per noi e per le generazione future una società attenta, aperta, consapevole, informata, attiva, impegnata, rivoluzionaria, solidale, equa e misericordiosa.
In questo spirito, con la creazione del progetto “Scrittori a Km Zero” si è deciso di offrire un canale di distribuzione equo agli autori locali. Valorizzare e diffondere la produzione artistica e culturale locale, nell’ambito in cui ci compete, crediamo sia uno dei presupposti per migliorare la qualità del territorio nel quale viviamo. Non a caso, abbiamo scelto di proporre dei libri come momento di riflessione pubblica e personale, cercando di dare valore alla lettura e allo stesso tempo a chi i libri li scrive.
Il progetto è partito a Febbraio 2016 con l’aiuto di tre autori lentatesi amici di Xapurì: Elena Porro, Stefano Cafaggi e Max Vergani. I tre scrittori hanno fatto da apripista mettendosi in gioco in questa nuova sfida e portando la loro esperienza e la loro storia che non rientra nelle grandi logiche distributive dell’editoria.
Per poter accogliere altri scrittori in Bottega e proseguire con il progetto, abbiamo pensato di delineare delle linee guida in modo da essere il più chiari possibile per le future collaborazioni.
Ѐ conseguenza fisiologica che, prima o poi, la definizione di “Scrittori a Km Zero” assumerà una valenza non solo logistica ma anche di valori. Nello specifico sarà nostra cura verificare l’allargamento a zone limitrofe a Lentate e a scrittori che condividano con noi non solo la “distanza” ma anche i valori che ispirano i nostri progetti
Il progetto in futuro prenderà una definizione più simile a “Scrittori di valori a Km Zero“, e ci sarà il tentativo di creare una rete di informazione, di distribuzione e di visibilità reale con la possibilità di inserire questi testi in una realtà commerciale, ma equa e fruibile a tutti.
I primi tre autori che hanno aderito a questo progetto: Elena Porro, Stefano Cafaggi e Massimiliano Vergani.
Ripartiamo a settembre 2016 con: Lorenza Auguadra, Matteo Radice, Davide Corbetta, Raffaella Scattaretica.

AUTORI km ZERO

Lorenza Auguadra
Sindacalista. E’ nata e vive in provincia di Como. Diverse sue poesie sono state pubblicate sulla rivista “Como”, nell’Antologia Voci e immagini poetiche e
nell’Agenda poetica 2007 del gruppo letterario Àcàrya Como. In L’arz e la Stèla Donne in poesia lariana, con la poetessa Gisella Azzi, ed. Ikona;
nelle collane I Poeti contemporanei e il Parnaso, anche in formato e-book, ed. Pagine.
Alcuni video su You Tube, a cura di ed. Pagine, danno risalto a suoi componimenti poetici.
Ha pubblicato:
Salmo a sera – poesia – in formato e-book – ed. Pagine – Roma, 2014
Nel 2015 HO VISTO SORGERE IL SOLE A SARAJEVO Edizione: Àcàrya, un diario di viaggio o, più ancora, un racconto costruito sul taccuino di viaggio dell’autrice, ripreso al rientro in Italia, tenuto per anni nel cassetto della memoria e del distacco emotivo, nell’incapacità di riuscire a narrare quanto visto, scrutando e ascoltando gli sguardi di chi
quel conflitto l’ha subito. Partenza, arrivo a Sarajevo, per approfondire il concetto di pace e della nonviolenza.
Nella capitale bosniaca il confronto con quanto ha prodotto il conflitto bellico, l’assedio: il vissuto dei sarajeviti dal 1992 al 1995, che ha lasciato morti, e fra i sopravvissuti corpi mutilati, menti devastate, orfani, famiglie spezzate, donne violentate.
Più delle persone i protagonisti sono gli incontri stessi, che conducono l’io narrante, l’autrice, in un viaggio, che si rivelerà essere un processo di rivisitazione delle proprie certezze e priorità raggiunte. Un viaggio in cui il lettore, da semplice spettatore, non potrà fare a meno di lasciarsi coinvolgere e trasportare.
La pubblicazione, in occasione del ventennale della fine della guerra in Bosnia Erzegovina, è dedicata al canzese Gabriele Moreno Locatelli, pacifista assassinato nella capitale bosniaca il 3 ottobre 1993, durante una manifestazione contro la guerra.

Stefano Cafaggi
nasce a Genova nel 1970, dove non vivrà mai ma ci andrà spesso perché c’erano il mare e i parenti, il mare c’è ancora. Vive più o meno da sempre a Lentate sul Seveso a fasi alterne. Nel corso degli anni, principalmente si accanisce su chitarre che non riuscirà mai a suonare e a leggere romanzi. Al solo scopo di avere una scusa per uscire di casa, per qualche tempo si dedica al giornalismo. Svariati docenti universitari che ascoltavano increduli i suoi mirabolanti racconti in sede d’esame, indecisi su quale valutazione dare alla performance accademica, gli consigliano di dedicare il suo innegabile talento alla stesura di romanzi di fantasia. Incoraggiato da cotanti suggerimenti, con un certo ritardo dovuto a pigrizia cronica, si dedica alla stesura del primo romanzo.

Nel 2009  esordisce con Senza Ritorno, una specie di giallo noir metropolitano, che di giallo ha poco, surreale storia di un tizio qualsiasi, tale XN, che si ritrova a dover investigare su un delitto in compagnia di un cane.

Nel 2012 pubblica Sangue al Cuore, un po’ noir, un po’ thriller, molto romanzo gotico, di quei libri che si amano o si odiano.
Centosette arriva nel 2013, un romanzo breve e nebuloso, da più parti viene definito una “favola lisergica”.
2014 ritorna XN in Jesus Blues. Seguito di Senza Ritorno con nuove mirabolanti avventure di XN e compagnia.
L’autore nel 2015 compra l’ennesima chitarra e tenta di suonarla per quasi tutti i dodici mesi. Prende atto che l’impresa è ancora troppo ardua, abbandona nuovamente le sei corde per dedicare il 2016 alla stesura del nuovo romanzo.

Davide Corbetta
nasce a Garbagnate Milanese nel 1984, e vive a Cormano.
Nel 2006-2007 segue il “Corso di scrittura creativa”presso L.E.S. Ufficio Tempo Libero comune di Milano.
Dal 2008 al 2010 si forma presso la “Scuola di scrittura Creativa PaginaUno”.
Ha collaborato con la rivista “PaginaUno”, bimestrale di analisi politica, sociale e culturale, sulla quale ha già pubblicato diversi racconti, segnalazioni di testi saggistici, e inchieste, su tematiche dell’immigrazione, tangenti, tossicodipendenza, finanziamenti pubblici e costi militari.
Nel 2013/2014 è presidente, e docente di scrittura creativa, per l’associazione culturale Sentieri delle Muse.
Nel 2015 esce il suo primo romanzo “La Mela Marcia”, edizioni PaginaUno, uno spaccato dell’Italia degli anni ’90, e il primo romanzo su Tangentopoli.
“La Mela Marcia”, romanzo pubblicato nel settembre 2014 dalla Casa Editrice PaginaUno nasce con l’intenzione di fare quella che Foucault chiamava “la storia del presente”,
ovvero rinvenire concetti, pratiche e organizzazioni del potere e del sapere sedimentatisi a tal punto nella struttura e nella sovrastruttura della nostra società, da continuare a inficiare tanto nel passato, quanto nel presente.
La Mela Marcia” è anche la prima storia romanzata sui fatti di Tangentopoli, ma soprattutto la narrazione di una famiglia degli anni ’90, la cui vita è segnata dalla corruzione dilagante in Italia. I punti di vista utilizzati, ben tre, non sono quelli di Raul Gardini, Gabriele Cagliari o Bettino Craxi, poiché la difficoltà è stata proprio quella di non cedere all’errore di raccontare dando voce agli attori principali. Piuttosto, a farsi portavoce dell’etica dominante e non; si tratta di chi è rimasto condizionato, e ha subito, le loro scelte così come noi, oggi, siamo costantemente condizionati, e costantemente subiamo, le scelte di chi abbiamo eletto (in passato), o è stato imposto (adesso).

Stefano Pellegrini

Nasce a Roma e cresce in un piccolo paese della provincia di Viterbo, ha vissuto a Torino e Toronto ed ora abita e racconta la periferia milanese.
Di se dice: “ho collaborato con varie realtà, tra cui il blog di teatro “Giovio 15” e la rivista online “L’inquieto”; i miei articoli sono stati inoltre pubblicati su “HR Online”, la rivista della rivista online dell’Associazione Italiana Direzione del Personale e “Avoicomunicare”, sito di responsabilità sociale di Telecom Italia.
Ho vinto qualche competizione letteraria; nel 2013 sono tra i vincitori del concorso Subway Letteratura nella sezione poesia.
Il che è strano, visto che non scrivo poesie.
La mia quotidianità nel ‘mondo parallelo’ della periferia milanese. Integrato da fotografie della periferia urbana, regala una visione alternativa, un microcosmo quasi surreale tra sorriso e riflessione.”

Elena Porro
nasce e vive a Lentate sul Seveso. Laureata in Pedagogia, insegna in una scuola primaria.
Negli anni novanta ha iniziato a frequentare seminari esperienziali con uomini e donne di Medicina della tradizione nativa del Nordamerica e Maori della Nuova Zelanda. Parallelamente ha approfondito, a livello personale, gli insegnamenti tradizionali dei popoli nativi applicandoli ad un cammino e ad una ricerca interiore attraverso la partecipazione a cerchi di lavoro e di condivisione. È in questo contesto che è avvenuta, in maniera spontanea ma non certo facile, l’apertura energetica ed il contatto con esseri spirituali, attraverso un lavoro di “sogno” in stato di veglia, ricevendo contenuti della loro antica conoscenza.
Nel 2014 decide di pubblicare tali contenuti, così pazientemente raccolti, e nasce “Sogni nel risveglio” con l’intento di dare loro una maggiore diffusione e condivisione.

Nell’esperienza di un viaggio nella dimensione dello Stato di Sogno, immagini, percezioni e impulsi tradotti in parole, giungono fino a noi da una Donna del Sogno per risvegliare il nostro spirito e per aiutarci a ritrovare il ricordo di chi veramente siamo. È lei la protagonista di questo libro, una Sognatrice che incarna le conoscenze e tradizioni native del Nord e Centro America.
I suoi insegnamenti, gocce di antica saggezza, penetrano nell’anima con un invito ad una sempre maggiore consapevolezza di ogni nostro pensiero o percezione che ci risuona dentro. Tutto è collegato, tutto è unito in un’unica rete e anche noi siamo parte della grande trama tessuta nell’Universo. Tutto è vivo, tutto è in armonia ed equilibrio col tutto, tutto è relazionato da fili di consapevolezza e di sogno.

Sognare è creare, è portare energia creatrice nella realtà, è agire con consapevolezza tutto ciò che si manifesta dentro di noi attingendo alla nostra parte più profonda che è in eterno contatto con lo Spirito.
Come dice un detto irochese, “nulla può manifestarsi se non è prima stato sognato”.

Matteo Radice 
nato a Como nel 1981, da quando ho 7 anni fa parte della sezione Scout di Cesano Maderno.
Finita l’esperienza da educando nel mondo scout, fece la scelta di impegnarsi come educatore  con diversi incarichi.
Decise inoltre di creare un archivio storico e mettere per iscritto, attraverso testimonianze dirette e indirette, quello che aveva scoperto sulla storia della sezione e del suo fondatore: Agostino Andermark.
Ha da poco pubblicato il libro: Agostino Andermarck, una vita per lo scautismo.
Le parole dell’autore:E’ bene che tutti noi oggi, scout e non, conoscano la storia di chi con sacrifici, forse in quest’epoca impensabili, ha difeso l’ideale scout, un  ideale fatto di impegno, passione e libertà”.È proprio grazie a quest’uomo e a uomini come lui che oggi viviamo in uno stato libero e democratico.
È sempre grazie ad Andermark che migliaia di ragazzi in Brianza hanno potuto vivere l’esperienza scout, essendo così portati ad essere cittadini migliori”

Raffaella Scattaretica

Ha 54 anni è un’impiegata, collabora alla gestione dell’ufficio Assistenza Domiciliare Integrata della ASST sede di Cantù e crede ancora in vecchi sentimenti quali amicizia e lealtà. Artisticamente parlando si definisco una scrittrice per caso, dice di se:”cosa voglio non lo so. Sento solo un gran bisogno di scrivere. Ci sono momenti che devo scrivere con urgenza. Mi riprometto sempre di seguire una scaletta, qualche volta l’annoto e poi la ignoro. Sempre! La penna va da sé. Sì, è proprio la penna che va. I miei scritti si materializzano su fogli volanti, vecchie agende, parti di quaderni. A volte la scintilla si accende da una banale osservazione. L’ultima, del mio ultimo racconto: “Il Vecchio Alpinista” , è nata da una scena a cui ho assistito mentre attendevo al citofono sotto casa di mia sorella. C’era un giovanotto che smanettava freneticamente sulla tastiera di un telefonino e un vecchio che lo guardava disgustato. Così è nato il racconto, una frase scritta sul retro di una ricevuta di una pizzeria che ancora avevo nel portafogli. In quest’occasione, in cui mi si chiede di parlare di me, ho dovuto riflettere e così ho scoperto di essere una scrittrice di altri tempi.”

Massimiliano Vergani
Giornalista e autore, ha pubblicato libri di racconti, e ha scritto 18 testi teatrali, tutti rappresentati.

L’ultimo libro: “Dialoghi con una trenne”, rappresentano un’originale autobiografia emozionale di un padre e una figlia. Si tratta di una raccolta di suggestioni, ballate, piccole poesie, risate e dei reali “dialoghi” avvenuti fra gli autori nel corso di circa quattro anni. E’ una piccola catarsi, che permette al lettore di calarsi per un’oretta in un mondo bambino, senza gli infigimenti e le ipocrisie che guastano il mondo adulto. Dedicato a chi ha figli, a chi non ne ha, a chi non li ha voluti e a chi non li vorrà mai.

Da Diossina 2.0 è stato tratto un monologo teatrale, che è tuttora in scena
Diossina 2.0 – Seveso, dall’Icmesa alla Pedemontana
“Questa è una storia di fantasmi. Entità quasi indefinite e molto potenti.
Questa è una storia di mezze verità. Cose mai svelate. Mostri.
Questo è un film horror della peggior specie. Un film nel quale si conosce sin da subito l’assassino, ma nessuno, proprio nessuno, ha il coraggio di rivelarlo.
Questa, in ogni caso, è una brutta faccenda. Che dura da quarant’anni”.
La storia dell’Icmesa era dentro di me da tanti e tanti anni. L’ho marginalmente vissuta da bambino e quelle sensazioni, quei ricordi non mi hanno mai abbandonato.
La mia inchiesta su quella brutta storia è scritta per essere ‘raccontata’, soprattutto ai più giovani, nell’arco di poco più di un’ora, quindi non approfondisce alcune delle tematiche pur importanti legate al disastro della diossina del 1976, che avrebbero sicuramente arricchito di drammaticità il testo, ma lo avrebbero reso meno fruibile, meno incalzante. Ho scelto un taglio molto preciso, che lega il disastro di quasi quarant’anni fa alla cronaca di questi giorni e all’Autostrada Pedemontana, ed ho raccontato ciò che ho ritenuto più funzionale alla completa comprensione di una vicenda per certi versi inquietante. Il mio è un ‘monologo civile’, in cui tutto è documentato, e che spero possa tener viva la memoria di ciò che è stato e che purtroppo ancora è.
“Diossina 2.0 – Seveso, dall’Icmesa alla Pedemontana” è una frustata. Che non viene dalla mia fantasia, ma dalla cruda realtà dei fatti.