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Il Commercio Equo e Solidale è un modo alternativo
di vivere le relazioni economiche fra paesi sviluppati e
paesi meno sviluppati; è un tentativo di creare un
rapporto giusto e paritario tra i produttori del Sud del
mondo e i mercati del Nord del mondo; è, inoltre,
un processo che tende ad incentivare processi di sviluppo,
evitando sfruttamento ed ingiustizia che hanno da sempre
caratterizzato i rapporti commerciali fra Nord e Sud. Le
regole ed i meccanismi attuali del commercio internazionale,
aggravano infatti la povertà dei più deboli:
per ogni prodotto proveniente dal Sud del mondo, c’è un
pugno di multinazionali che ne ha il controllo commerciale.
I prezzi del prodotti del Sud vengono decisi totalmente dal
Nord, in base ai calcoli di guadagno delle multinazionali.
Quanto più viene fissato basso, tanto più grave
diventa la situazione per i piccoli produttori: dietro ai
nostri consumi spesso si nascondono situazioni di sfruttamento,
lavoro minorile, violazione dei diritti umani e sindacali.
In molti paesi europei si sono da tempo sviluppate forme
di commercio alternativo, volte ad incentivare uno sviluppo
autonomo più giusto e solidale. |
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Oltre 30 anni fa
alcune organizzazioni non governative in Olanda e in Svezia
hanno iniziato una nuova forma di cooperazione con i paesi
meno sviluppati. I piccoli produttori, grazie a questa
nuova attività, possono provvedere al proprio mantenimento
e progettare uno sviluppo economico, sociale e professionale.
I principi basilari del Commercio Equo e Solidale sono:
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Acquistare i prodotti direttamente dalla cooperative
di contadini, agricoltori, artigiani, tessitori, ecc.
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Garantire
per l’acquisto dei prodotti un prezzo
adeguato deciso con i produttori stessi in base ai costi
reali di produzione, includendo un margine
per gli investimenti in progetti sociali autogestiti.
- Favorire l’acquisto delle materie prime attraverso il pagamento
anticipato delle merci.
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Aiutare i produttori a sviluppare e migliorare le proprie
tecniche di produzione nel rispetto delle tradizioni locali.
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Stipulare accordi
a lungo termine.
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